giovedì 23 agosto 2018

specchio delle mie brame

Come ogni mattina, dopo un buon caffè, si mise davanti allo specchio.
- Specchio, specchio delle mie brame...
- Non rompere, vieni al dunque!!
- Volevo chiederti cosa devo fare oggi...
- Che palle!! Allora, vediamo un po’. Hai già parlato degli immigrati negri, delle case chiuse, della leva, della Fiat tax, delle accise ( nel caso di questi ultimi due argomenti non ne parlare più, è meglio ), degli abusivi...
- Potrei parlare della mafia, camorra e ndrangheta?!
- No!! Che mi fai il Saviano della situazione??!! Poi la ndrangheta non la devi neanche nominare, che possono risvegliarsi e chiedere indietro un po’ di soldi...
- Potrei parlare di finanziamento ai partiti?!
- Nooo!!! Ma sei pazzo??!! Ci hanno pagati tutti!! E non abbiamo restituito niente!! Per piacere fai fare a me. Segui quello che ti dico e sarai sempre il migliore. Gli italiani ti adorano, perché ascolti me!
- Hai ragione. Allora oggi di cosa parlo? Potrei farmi un selfie davanti a una foto di Asia Argento e scrivere “predicare bene e razzolare male, maiala!”
- Nooo!! Anzi, per l’uomo comune il fatto del diacessettenne...
- È un abuso!!
- Nooo!! Nel proprio animo, negli istinti repressi, insomma il nostro elettore e adulatore tipo, pensa che se si fosse trovato a diciassette anni a ricevere un pompino da Asia Argento...
- Lo avrebbe traumatizzato!!
- NOO!!! Ne sarebbe andato fiero!!! Ma ti devo insegnare tutto??!! Non riesci proprio ad entrare in sintonia con quello che pensa veramente il cittadino comune? Le cose che fino ad ora si vergognava a dire, ma che ha sempre pensato nel profondo, noi riusciamo a farle emergere e dargli il coraggio di esprimerle ad alta voce!! I negri, le donnacce, gli zingari, i froci, la pena di morte, il buon senso, le tasse... vedi quante cose pensa la gente ma non aveva il coraggio di dire?? Noi gli diamo voce. Gli facciamo fare outing!
- Outing??...come i froci??
- Ma lo sai quanti di loro non lo vogliono ammettere ma lo sono??
- Bene! Quindi posso scrivere un post con un selfie in cui mi metto una cremina sul viso e dichiaro “fai come me, fai uscire il tuo lato diverso!”
- Sì, mettiti pure una cravatta rosa...
- Bello! Odio queste cose verdi! Mi metto la cravatta rosa!! Vado!!
- ...dove vai??!! Matteo!! Matteo fermo!! Scherzavo!! Porca put...questo è scemo totale!! Matteoooo!!!

Purtroppo Matteo, preso dall’entusiasmo, non sentì le urla del suo specchio e postò su tutti i social un’immagine delicata e sexi accompagnata da un outing veramente commovente, in pochi attimi conquistò migliaia di likes e condivisioni, ma anche tanti insulti da parte dei fedelissimi. Perse tanti followers ma ne conquistò tanti altri.

Il giorno dopo i telegiornali aprirono con la notizia “incidente domestico in casa Salvini, il ministro si infortuna inciampando in uno specchio”.

domenica 22 luglio 2018

RcAuto: libertà di scelta

Con la bozza di decreto interministeriale in pubblica consultazione si chiude finalmente l’iter della Legge sulla Concorrenza che prevede agevolazioni, in ambito rcauto, per gli assicurati che accettano di montare le scatole nere sulla propria auto. Occorre però chiarire il caso in cui un soggetto che ha in auto un dispositivo, con le caratteristiche tecniche disciplinate dal decreto attuativo, e che abbia attivo un abbonamento che ne garantisca il funzionamento, possa ottenere gli sconti obbligatori disciplinati dal regolamento Ivass, da qualsiasi impresa assicuratrice anche se, la stessa, non dovesse avere in listino l’offerta telematica. Occorre garantire la libertà del consumatore di scegliere il dispositivo che meglio soddisfi le sue esigenze per potersi assicurare con chi desidera. Quindi, lo stesso soggetto potrà beneficiare degli sconti obbligatori anche se non aderirà all’offerta telematica dell’impresa assicurativa, ma dimostrerà di avere un contratto attivo con un provider di servizi telematici con un dispositivo che rispetti gli standard tecnici. 
Attualmente per la cvt, in presenza di antifurto satellitare le compagnie, pur non avendo convenzioni con chi eroga il servizio, riconoscono uno sconto, bene, dall'entrata in vigore della norma, dovranno prevedere degli sconti rcauto anche per chi ha una scatola nera già montata. Se non fosse così si lederebbe la libertà di scelta dei consumatori, poiché gran parte delle compagnie potrebbe decidere di non offrire più la scatola e i consumatori, per avere gli sconti ( soprattutto quelli delle provincie in elenco) dovranno assicurasi solo con alcune di esse.
Le imprese assicurative sono sempre state contro l'obbligatorietà dell'accollo dei costi di installazione/disinstallazione e canone, quindi, se gli si presentasse un cliente che paghi il canone della sua scatola ( perché non imposta dalla convenzione assicurativa ) esse potranno persino risparmiare, poiché non avranno costi e dovranno fare solo sconti: attualmente con le convenzioni tra imprese e provider telematici, le imprese hanno tutti i costi a carico e devono anche praticare gli sconti obbligatori. Per esempio, una piccola compagnia può solo guadagnarci: non ha l'onere dei costi tra i quali, da non sottovalutare, vi sono anche quelli relativi  al sistema informatico per dialogare col provider e disciplinare i flussi informatici delle polizze nonché sistemi di comunicazione informatica per la gestione dei sinistri.

Bisogna quindi che venga chiarito a pieno che in base alla Legge sulla concorrenza, al successivo regolamento Ivass e, dall’entrata in vigore del decreto interministeriale sugli standard minimi, il consumatore, che ha deciso di dotarsi autonomamente di un dispositivo telematico di proprietà, potrà presentarsi da qualsiasi compagnia e ottenere gli sconti obbligatori. Se ciò sarà possibile, avremo finalmente liberato il mercato. 

giovedì 7 giugno 2018

la beffa degli sconti rc auto e come evitarla. Lettera a Di Maio

Sembrava un sogno che si stava per realizzare, anni di battaglie per introdurre finalmente un principio di equità nelle polizze rc auto. Mancava poco alla entrata in vigore di un provvedimento che, seppur tra tante timidezze e compromessi, a Luglio avrebbe consentito di dare sconti significativi agli automobilisti virtuosi residenti in zone in cui la polizza da anni è la più alta in Europa. Cosa è accaduto affinché tutto ciò non possa essere realizzato? Manca un decreto attuativo! Sì, avete letto bene, manca un provvedimento atteso da un anno, senza il quale, non possono partire gli sconti. Siamo in un paese in cui, quando viene finalmente approvata una legge, devono poi essere approvati regolamenti e decreti attuativi, per darle la piena operatività. In Italia sono centinaia su centinaia i regolamenti che mancano, e anche questa parte della Legge 124 sulla concorrenza, è incappata in questo male tutto italiano. Il decreto in questione è quello relativo alla disciplina degli standard minimi e sulla portabilità delle scatole nere. Il decreto doveva essere emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dei Trasporti, ma, ad oggi, complice anche la fase elettorale e i tanti giorni per far insediare un nuovo governo, nulla è stato fatto. Per questo motivo, noi di Konsumer abbiamo scritto una lettera al Vicepresidente del Consiglio, nonché Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, affinché quest’ultimo atto sia compiuto. Di Maio è un uomo del Sud e, in tanti interventi pubblici è stato sempre in prima linea contro le discriminazioni assicurative. Luigi Di Maio ora ha una grande occasione per essere conseguente alle proprie battaglie contro il caro rc auto, soprattutto al Sud, e quindi, credo, che non potrà che attivarsi per rendere operativa la norma sugli sconti obbligatori che dovrebbero scattare a inizio Luglio. Sono anni che ci battiamo contro questo scempio e non abbiamo mai posto veti politici, tanti cittadini onesti, di diverse opinioni politiche, da anni chiedono soluzioni, caro Luigi la palla ora passa a te. 
Comunicato stampa:
COMUNICATO STAMPA
RC AUTO, ANCORA NIENTE SCONTI PER GLI AUTOMOBILISTI CHE MONTANO LA SCATOLA NERA 
KONSUMER ITALIA SCRIVE AL MINISTRO DI MAIO: “SENZA DECRETO ATTUATIVO LA LEGGE RIMARRA’ LETTERA MORTA”

La legge 124 sulla concorrenza (ed il successivo regolamento Ivass 37/2018 che ne disciplina le modalità) stabilisce che gli assicurati muniti di apparecchiature di geolocalizzazione, come le scatole nere, abbiano diritto ad uno sconto sul premio assicurativo per l’ RC auto, sconto che le compagnie sono obbligate a riconoscere. Il regolamento dell’Ivass, che entrerà in vigore a luglio, rischia però di non concretizzarsi nei vantaggi tariffari suddetti, dal momento che non è stato varato l’apposito Decreto attuativo da parte dei Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico. “Il Decreto, atteso da più di un anno, doveva essere emanato entro sei mesi dall’approvazione della legge - commenta Giampaolo Petri, capo settore assicurativo Konsumer -. Esso è finalizzato a regolare la disciplina degli standard minimi e dell’interoperabilità delle scatole nere, onde evitare che le diverse compagnie assicurative non riconoscano gli apparecchi precedentemente montati dagli assicurati. Tuttavia, in mancanza di questo, i principi stabiliti dalla legge 124 rischiano di rimanere lettera morta”.
Proprio in virtù di questa norma, oltre tutto, milioni di cittadini hanno provveduto a montare le scatole nere, auspicando in uno sconto tariffario. “Ciò è accaduto soprattutto al sud, dove in alcune province come Napoli e Caserta ben il 50% dei veicoli è dotato di apparecchiature di geolocalizzazione, - aggiunge Vincenzo Ferrante, vice presidente Konsumer Italia -, conseguenza di una colpevole discriminazione territoriale perpetrata per anni a danno di intere popolazioni, da noi più volte denunciata”.
Per tale motivo Konsumer Italia ha scritto al Ministro Di Maio affinchè vari quanto prima il decreto attuativo sugli standard e sulla portabilità delle scatole nere, per permettere a milioni di automobilisti virtuosi di usufruire degli sconti tariffari previsti dalla legge.
Leggi la lettera da QUI


domenica 20 maggio 2018

migliori di chi?

Vi ricordate quello al bar che sapeva tutto? Oppure l’amico che ti spiegava tutti i complotti?
Vi ricordate quelli che senza problemi sprizzavano razzismo da tutti i pori? E quelli che ti descrivevano scenari e soluzioni con convinzioni granitiche? Bene, allora ricordiamoci se li abbiamo mai contraddetti. Se, per evitare discussioni, invece li abbiamo fatti parlare. Se è così, allora siamo anche noi complici. Non contraddicendoli, considerandoli fenomeni da baraccone, e evitando qualsiasi discussione, abbiamo contribuito alla loro legittimazione. Siamo complici, per pigrizia intellettuale, di tutti i populisti che oggi sono maggioranza. Noi siamo quelli che semmai sorridevano per quelle affermazioni assurde nella loro semplicità. Noi siamo quelli che quando Berlusconi decise di entrare in politica, sorridendo ( prendendolo in giro ), pensavano che non avrebbe mai avuto successo. Sconvolti e spiazzati dal risultato schiacciante di Silvio, abbiamo premiato quelli che in politica avevano come comune denominatore solo l’odio per Silvio. Il tutto con quel senso di superiorità che ci faceva sentire i migliori. Ma migliori di chi? Se da tempo, soprattutto in rete, prendono vigore idee e comportamenti sempre più duri ( rozzi? ), la colpa è anche di chi non li ha contrastati sentendosi migliore. Fateci caso, basti fare qualche esempio, alla differenza di ciò che “ufficialmente” viene detto e ciò che in realtà circola nell’opinione pubblica. 
Quarant’anni fa furono chiusi i manicomi e, ascoltando e leggendo la notizia sui media, tutto converge su una valutazione positiva dell’operato di Basaglia. Ma se parliamo fra di noi o ascoltiamo le persone, qual è l’opinione più frequente? Riflettete bene, siate sinceri, ed anche voi non potrete che confermare che, in maggioranza, circola un pensiero ben preciso: era meglio quando c’erano i manicomi!
E sui diritti delle donne? Sugli immigrati? Sugli omosessuali? Fate anche voi quest’esercizio e vedrete che in realtà nel pensiero comune si fa sempre più strada l’opinione urlata da quel signore che sproloquiava al bar, in autobus o in una sala d’attesa e che noi con fare assertivo lasciavamo parlare. Oggi “quel signore” lo fa sui social e non lo si contraddice per paura di essere insultati in rete. Una volta c’erano i manganelli, oggi le manganellate virtuali. Anche Il contratto di governo che si discute in questi giorni, in fondo, lo abbiamo scritto noi: quelli che lasciavano parlare senza contraddire, perché si sentivano migliori. Ma migliori di chi?

giovedì 10 maggio 2018

contratto di governo

Luigi - Gli immigrati?
Matteo - Fuori!!
Luigi - Ok!...però nel contratto non chiamiamoli negri...sembra brutto...
Matteo - Ma negri rende l’idea
Luigi - Matteo, si può essere anche più educati
Matteo - Sì, fuori dai testicoli tutti i diversamente bianchi!
Luigi - Allora scrivo?
Matteo - Sì, scrivi, scrivi...
Luigi - Reddito di cittadinanza...
Matteo - Ma quello serve a voi terro...meridionali, per continuare a grattavi la pancia
Luigi - ...la pancia. Punto.
Matteo - Punto, punto e virgola e a capo!
Luigi - Conflitto di interesse
Matteo - Nooo...che sono queste volgarità!! Usiamo il termine “raccomandazione di non abusare di una posizione dominante”
Luigi - Dominante. Punto.
Matteo - Punto, punto e virgola e a capo!
Luigi - Capo?
Matteo -Capo!!
Luigi - Dov’è?
Matteo - Chi? 
Luigi - Il Capoi!..dov’è Silvio??
Matteo - Ma non c’è. Ci ha dato carta bianca, guarda ci ha dato pure questa bella scrivania. Dice che è la stessa dove firmò il contratto con Vespa.
Luigi - Io invece ho portato la poltroncina spazzata dopo che si era seduto Travaglio...
Matteo - Ma Travaglio è un nemico di Silvio
Luigi - Ma quando mai?? Gli ha fatto prendere più voti lui con quella trasmissione, che Fede con migliaia di Tg4!!
Matteo - E l’euro?
Luigi - Non ce l’ho
Matteo - Ma cosa?
Luigi - Non c’ho un euro...
Matteo - Sei senza soldi?!
Luigi - Ho finito la paghetta
Matteo - Prendi ancora la paghetta?
Luigi - Sì!...Giro tutto lo stipendio a Casaleggio e lui mi da la paghetta settimanale...ora non c’ho neanche un euro
Matteo - Bene un motivo in più per chiedere l’uscita dall’euro!
Luigi - Allora scrivo: fuori dall’euro. Punto!
Matteo - Punto, punto e virgola e a Capo!...Capo!
Luigi - Sì l’ho scritto
Matteo - Capo!
Luigi - L’ho scritto!!
Matteo - Capo...nel senso che c’è il Capo! Ciao Silvio!
Silvio - Buonasera ragazzi! Su è l’ora della merenda!! Fate una bella pausa! Ho portato un po’ di merendine, Coca cola...
Luigi - Birra, panini, caffè Borghettiiii!!! Chi beve??...Ehm! Scusate! È una vecchia abitudine...lavoravo allo Stadio
Matteo - Beato te che lavoravi...
Silvio - Bravi!! Tra un po’ riprendete e mi raccomando, io vi lascio fare, fate il Governo, ma ricordatevi il patto!
Luigi - Certamente!!
Matteo - Ovviamente!!
Silvio - Siamo d’accordo? Io vi faccio governare, ma voi che farete?
Matteo e Luigi in coro - Ti faremo Presidente della Repubblica!!
Silvio - Bravi! Così mi piacete...tanto il tempo c’è. Aspetto che mi riabilitino e, appena termina il mandato di Mattarella...arrivo io!!
Matteo e Luigi in coro - Punto, punto e virgola e Gande Capo!!!



martedì 1 maggio 2018

cazzimma

Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia...ma anche dalla cazzimma. La cazzimma è un’espressione in lingua napoletana, che tentiamo di spiegare in tanti modi, però la cazzimma è la cazzimma, punto. Per chi segue il calcio non esiste un campionato senza gioia, arrabbiature, discussioni e rimpianti. Puoi tifare per qualsiasi squadra, vivrai tutto questo durante il campionato. Per il tifoso del Napoli, quest’anno, le gioie sono state tantissime, di arrabbiature poche ( ma determinanti ), discussioni pure e speriamo pochi rimpianti. Abbiamo assistito ad un gioco esaltante, bello e spumeggiante. Siamo un po’ tornati indietro nel tempo, con una formazione recitata come un rosario, gli stessi undici, partita dopo partita: pregio e difetto allo stesso tempo. I nostri hanno avuto coraggio, sono stati altruisti ed hanno portato una ventata di fantasia, ma è mancata la cazzimma. Paradosso dei paradossi, la cazzimma l’hanno avuta sempre quelli a cui dovremmo spiegarne il significato. A tanti napoletani tifosi degli “altri” spetterà l’onore e l’onore di tradurre il termine alla propria squadra del cuore, aggiungendo un po’ di colore al loro vincente bianco e nero. Grazie comunque alla squadra, però qualcuno gli faccia un bel corso di lingua napoletana, non si sa mai.

sabato 28 aprile 2018

inchiostro nero

In questi giorni, in occasione dei quarant’anni dalla morte di Aldo Moro, Repubblica ha messo online le edizioni del giornale di quei giorni. Ovviamente lo scopo è quello di ricordare, attraverso gli articoli la drammaticità di quei giorni, ma a me ha colpito anche altro. La prima cosa che salta agli occhi è l’aspetto grafico: pur essendo riportato in digitale, vedendo queste edizioni, ne sento forte l’odore d’inchiostro. I giornali stampati in tipografia e la grafica di un tempo, il bianco e nero, soprattutto il nero: ti sporchi le dita solo a guardarlo. Poi i contenuti: c’era la DC, c’era il PCI. Le cronache raccontano un mondo che non c’è più, un mondo in piena guerra fredda. È un bene? Certo. Ma non tutto è migliorato. La sobrietà della cronaca politica, data anche dal momento drammatico che si viveva in quei giorni, ma anche un racconto meno frivolo, al limite del grottesco, delle vicende politiche rispetto al racconto dei nostri giorni. Perfino i retroscena avevano un tono più serio. Oggi la cronaca politica è solo fatta di retroscena, è una guerra a chi la spara più grossa, consapevoli che ciò che si scrive oggi non sarà più vero domani. Ma le pagine che mi hanno colpito di più sono quelle culturali e dello spettacolo. Leggi articoli e commenti di Moravia, recensioni di libri appena usciti, i cui titoli ancora oggi fanno parte dei “classici”. Quanti cinema? Tantissimi! Quante reti televisive? Due! Quanti spettacoli teatrali? Un’infinità! Non vorrei sembrare nostalgico, ma tra il deserto culturale di oggi e la moltitudine di ieri, ci dovrebbe essere una via di mezzo. Oggi è tutto diverso, nel bene e nel male, però qualcosa di buono potremmo ancora recuperarla in mezzo a quell’inchiostro nerissimo.

sabato 31 marzo 2018

governo per Pasquetta

- Ho portato il Casatiello e la Pastiera
- Io una bella Colomba...ma poi cosa c’entra Casaleggio?
- Casatiello! Non Casaleggio!
- Ah, pensavo che te lo fossi portato anche ora..
- Fossi portato?...Ma non si dice...
- Luigiiii!! I verbi!! Almeno questi li conosco!!
- Scusa Matteo...a me vengono sempre un po’ di dubbi sui verbi. Allora possiamo iniziare?
- Non ancora, lo sai chi deve arrivare. Senza di lui non facciamo niente.
- Ma gli hai raccomandato la massima discrezione? 
- Certamente! Ah, eccolo che arriva.
- Ma dov’è?
- Come non lo vedi?? Sotto quell’albero.
- Ma io vedo solo un grosso fungo!!
- Non è un grosso fungo. È un piccolo uomo travestito da fungo. È lui che si è travestito!
- Imbecilli!! Sto dietro di voi!! Matteo, poi mi spieghi come potrei essere un fungo!!
- Finalmente ci sei anche tu! Ora possiamo iniziare a fare il picnic di Pasquetta. 
- Comunque non sono venuto a mani vuote
- Anche tu hai la colomba?
- Oppure il Casatiello?
- No, ho portato il Casaleggio.
- Ma si dice Casatiello!
- No, no, è proprio Casaleggio!! Gli ho ceduto tutte le mie aziende ed ora lavoriamo insieme! Vai sul web e ti inondano di propaganda per tutti noi ed ora anche sulle televisioni e sui giornali. Tempesteremo l’Italia di informazioni nostre, solo nostre! Vero Casatie...Casaleggio??
- Sì, abbiamo suggellato l’accordo tramite una società...
- ...Cinese?? Come hai fatto col Milan?? Stiamo apposto!!
- Ora che abbiamo suggellato il nostro accordo, possiamo formare finalmente il nuovo governo! Luigi avresti nulla in contrario?
- ...avessi...avresti...
- Luigi, lascia perdere i verbi. Poi io il verbo avere lo pratico abitualmente!!
- Silvio, secondo me pratichi bene pure qualche altro verbo e tanti aggettivi possessivi.
- Allora siamo d’accordo??
- Siamo d’accordo!
- ...Siete d’accordo!
- Luigi hai dei dubbi??
- Dubbi?? Ho il terrore di quest’accordo!! Abbiamo parlato per anni contro il potere della Kasta, e mi accordo con Silvio, contro i fascisti, per i beni comuni...
           CLIC!!!
- Che è successo? Luigi!! Che gli è successo??
- L’ho un attimo spento, ho sempre con me il telecomando.
- Il telecomando??
- Sì, è un sistema di blocco da remoto. In casi estremi lo blocco. Ora me lo riporto, lo resetto e da domani l’accordo è fatto.
- Ma è un robot??!!
- Certamente, questo è l’ultimo: Luigi Di Maio 4.0. Oggi lo riprogrammiamo alla Casaleggio e sistemiamo tutto.
- Scusa Davide, visto che ti trovi, potresti sistemargli anche i verbi??
- Se potrei farlo...
- No, no, Davide lascia perdere...

Fu così che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Davide Casaleggio conclusero la scampagnata di Pasquetta, attendendo che Luigi Di Maio fosse ( !! ) stato opportunamente programmato.

martedì 20 marzo 2018

libertà in poltrona



- E mi ricordo quante discussioni sulla giustizia sociale, sulla fame del mondo, i diritti sindacali, quelle aiuole abbandonate, la sottoscrizione per la festa, i dibattiti, la discussione sulla mozione, i comitati di quartiere, la solidarietà per quei compagni in sciopero.
Mi ricordo la tombolata, la serata danzante, le firme per quei referendum, la visita del compagno della direzione.
Mi ricordo il fumo che non ci faceva respirare durante le interminabili discussioni, la fiaccolata per la Palestina, i giovani con cui confrontarsi, i diritti civili.
- Oggi ho messo tanti “mi piace”, ho condiviso tre articoli, ho fatto un paio di petizioni online, ho mandato a quel paese un po’ di politici della kasta...tutto in una decina di minuti. Ho fatto in una giornata più di tutto quello che tu ti ricordi di aver fatto in un paio di anni. Tutto senza muovermi dal divano, anzi, ho condiviso un link sulla fame nel mondo mentre stavo in bagno: questa è la modernità!
- Io invece non ho più il modo di incontrare nessuno. Lo vedi quel palazzo? Quello lì in fondo. Lì c’era la sezione e un po’ più avanti c’era la casa del popolo. Ora ci sono due negozi cinesi. A saperlo, col cavolo che leggevo il Libretto Rosso!
- Ma ora con internet puoi fare tutte le battaglie che vuoi.
- Nelle battaglie ti scontri, lotti, puoi soccombere o vincere, ma le fai affianco ad altri. Li tocchi, li senti. Senti il loro sudore, le loro voci, la loro puzza. Su quella poltrona pensi di poter cambiare il mondo, ma è solo un’illusione. Lottavamo contro le gabbie, oggi sei solo un uccellino che ha diritto di cantare, a patto che resti chiuso nella tua gabbietta.
- Ma io mi sento libero!
- Bravo! Ti senti libero, ma non lo sei.
- Bella questa! Ora la scrivo sulla mia bacheca...chissà quanti Like!

martedì 6 marzo 2018

lasciatemi sconfitto


Se è vero che il voto porta aria nuova e “pulita” perché per governare occorrerebbe l’aiuto di chi quest’aria, a detta di una moltitudine di italiani, l’ha resa “puzzolente”? Che governi chi ha vinto. Chi ha perso non può dare nessun appoggio, non sarebbe giusto. Non è giusto per chi li considera il male del paese, contro i quali, le forze vincenti, hanno ottenuto un’ovazione dagli elettori. Volente o nolente, il centrodestra e i cinque stelle dovranno trovare un accordo. Il PD deve finalmente smetterla di pensare alla “responsabilità” che ha portato guai a se stesso, tranne che a qualche capobastone o cacicco locale. Il Pd, definito nelle maniere più becere e, nei fatti sconfitto dal voto, ha l’obbligo di stare all’opposizione. Gli italiani hanno deciso che quello è il suo posto. Gli italiani hanno puntato sul centrodestra ( coalizione vincente ) e cinque stelle ( primo partito ), bocciando il PD. Io non sono d’accordo, faccio parte di una minoranza di elettori, non mi sembrerebbe giusto, dopo qualche accordo di “responsabilità”, ritrovarmi magicamente tra la maggioranza degli elettori. No, non la penso come voi, e ho perso: lasciatemi sconfitto, per carità.